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Kronos. Un taglio col passato

Kronos è il nome della nuova gamma di macchine gantry per il taglio termico sviluppate da Ficep, studiate per soddisfare le necessità di chi con l’acciaio realizza lamiere, piastre di giunzione, rinforzi ecc., dal materiale grezzo al pezzo finito, eseguendo tutti i processi di taglio in un’unica operazione, senza movimentare il materiale e con l’ausilio di un solo operatore.

Strutturalmente le Kronos sono robuste linee gantry che offrono tre diverse larghezze utili di taglio per le lamiere (2.500, 3.100 e 3.600 mm) e una lunghezza del banco di lavoro fino a 24 metri.
Il gantry monotrave può essere equipaggiato con diverse (per numero e tipologia) soluzioni di taglio: a seconda del modello scelto, è possibile montare fino a due torce plasma, due torce Bevel o una per ciascun tipo.
All’occorrenza, Kronos può montare in alternativa a uno dei citati sistemi di taglio anche un mandrino (5,5 kW di potenza a 6.000 giri/min, con attacco utensile ISO 30) per eseguire preforature utili per il successivo taglio. Completa la proposta la possibilità di installare fino a quattro torce ossitaglio.

Kronos è in grado di lavorare lamiere di diverse dimensioni e spessori. Si parte da 5 mm fino a 150 mm con lamiera da 500×800 mm fino a 3.600×24.000.
Utilizza inoltre la tradizionale sorgente HyperTherm HPR400XD, e le nuovissime XPR170 e XPR300. Quest’ultima in particolare rappresenta la più recente innovazione in materia di taglio plasma migliorando le prestazioni, riducendo i costi complessivi di utilizzo e manutenzione e implementando nuove funzionalità.
In base alla presenza e al numero di teste Bevel cambia ovviamente anche il numero di assi di lavoro: si va da un minimo di 4 assi fino a un massimo di 10 (di cui 5 interpolati).
L’interpolazione è una funzione che consente non solo di utilizzare gli assi in modo più produttivo in fase di lavoro, ma anche di ridurre i tempi morti: i nuovi cicli sviluppati da Ficep derivano dall’esperienza accumulata nella costruzione di macchine utensili, dove i riposizionamenti tra una operazione e l’altra non avvengono in modo sequenziale, ma attraverso l’interpolazione degli assi stessi e quindi con una sostanziale riduzione delle tempistiche.